YouTube reintegra i moderatori umani: l’AI è troppo zelante

Nel periodo di forte riduzione del personale umano i video rimossi sono raddoppiati rispetto alla norma, così come i ricorsi accolti.

L'Agente Smith di Matrix diceva "mai mandare essere un umano a fare il lavoro di una macchina", ma pare pure il contrario abbia ancora un suo fondo di verità, almeno per quanto riguarda la moderazione di YouTube. Con la pandemia, il colosso del video streaming aveva detto che avrebbe fatto maggiormente ricorso all'AI lasciando a casa una percentuale di moderatori umani, ma nei mesi a seguire questo ha portato a una crescita di errori e rimozioni ingiustificate.

Per mettere le cose in prospettiva: tra il mese di aprile e giugno sono stati rimossi oltre 11 milioni di video, più del doppio del solito. Su 320.000 ricorsi presentati, circa il 50% sono stati accolti e i video ripristinati; anche qui, un tasso quasi doppio rispetto alla norma. Insomma, i software di Google non sono sufficientemente precisi nel capire cosa vìola le linee guida e cosa no. con una tendenza a eccedere nello zelo.

YouTube ha ammesso che questo effetto era stato preventivato, ma che è stata la soluzione migliore date le circostanze per proteggere gli utenti finali. La dichiarazione è importante nell'ambito del dibattito sul ruolo dell'AI nella moderazione di contenuti online: i governi richiedono sempre più insistentemente strumenti più efficaci contro l'incitamento all'odio e la disinformazione, ma dall'altra parte le grandi piattaforme ribattono che la quantità di contenuti è semplicemente troppa per essere gestita da esseri umani. Spesso esperti di AI e moderazione hanno espresso scetticismo nei confronti dell'impiego troppo massiccio del machine learning, mentre le grandi piattaforme hanno sempre snocciolato numeri e statistiche positive; è una delle prime volte che da quella parte della barricata si ammette l'errore.


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Netatmo, il Campanello Intelligente con Videocamera in Italia dal 28/9 a 299 euro

Netatmo porta in Italia il Campanello Intelligente con Videocamera integrata: ecco prezzo e disponibilità per il nostro mercato.

Netatmo ha annunciato l'arrivo sul mercato italiano del Campanello Intelligente con Videocamera. Si tratta dello stesso dispositivo intelligente lanciato oltre un anno e mezza fa al CES 2019 di Las Vegas e che grazie alla presenza della connettività Wi-Fi semplifica la vita dell'utente che potrà così decidere di rispondere da remoto anche quando è fuori casa utilizzando semplicemente il proprio smartphone.

Se qualcuno suona alla porta, infatti, il prodotto avvia in automatico una videochiamata sullo smartphone e in questo modo sarà possibile vedere la persona e decidere – in base a dove ci si trovi in quell’istante - se rispondere direttamente da casa o dallo smartphone grazie al microfono integrato.

Le impostazioni del prodotto sono personalizzabili: quando una persona suona alla porta, l’utente può decidere se ricevere una notifica sul dispositivo tramite l’app Netatmo Security e registrare un video oppure no. Inoltre, con la funzione Alert-Zones, si possono definire delle specifiche aree di controllo e di rilevamento delle persone.


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Google Home, con questa novità basta urla e corse affannate

Novità in casa Google Home.

Un aspetto negativo dell'ecosistema Google Home è quello legato alla gestione di più dispositivi presenti all'interno di una stessa abitazione. Un esempio è la gestione di allarmi e promemoria: se provate ad impostarne uno su un Nest posizionato in soggiorno, non potete disattivarlo da un altro dispositivo presente in casa. Sarà infatti possibile spegnerlo solamente dallo speaker da cui è stato impostato il comando o, in alternativa, si sarà costretti a... urlare fino a farsi sentire...

Questo limite pare però essere stato superato. Un utente ha infatti affermato di essere riuscito a disattivare un timer impostato su uno speaker intelligente in cucina utilizzando il Nest Hub presente nel suo ufficio. A dimostrazione di ciò è stato pubblicato anche un video in cui possiamo ascoltare la risposta offerta dall'Assistente Google:

Sto fermando tutti gli allarmi e i timer che stanno suonando sui vostri dispositivi intelligenti.


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Iliad, operazione da 3,5 miliardi di euro per diventare il sesto operatore europeo

Approvata l’offerta pubblica di acquisto del 100% del capitale di Play, operatore telefonico polacco con 15 milioni di abbonati

Iliad vuole rafforzare la presenza in Europa e per farlo decide di investire su Play, operatore telefonico polacco che può contare su una base installata di 15 milioni di utenti. Iliad ha intenzione di lanciare un offerta pubblica d'acquisto - già approvata dai rispettivi consigli di amministrazione - che riguarda tutte le azioni di Play, e prevede un importo in contati di 39 zloty ad azione - circa 2,2 miliardi di euro e valore di impresa pari a 3,5 miliardi di euro.

Il CEO di Iliad, Thomas Reynaud, ha messo in evidenza gli importanti effetti derivanti dall'acquisizione:

grazie a questa operazione Iliad diventerà il sesto gruppo europeo di telecomunicazioni, con l’accesso a uno dei mercati delle telecomunicazioni ad alto potenziale in Europa.


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KiaMobility, il “light renting” secondo Kia arriva in Italia: si noleggia da app

KiaMobility è un nuovo servizio di noleggio auto proposto da Kia che si potrà gestire tutto da app. I veicoli si ritireranno direttamente presso le concessionarie.

Kia continua a lavorare per offrire ai suoi clienti sempre nuovi servizi legati alla mobilità. Il costruttore coreano ha annunciato il lancio di KiaMobility che sarà disponibile in Europa a partire dall'Italia. Si tratta, come l'ha definito il costruttore, di un servizio di "light renting". Gli utenti potranno noleggiare un’auto direttamente tramite un’app e ritirarla presso la concessionaria selezionata.

KiaMobility deve essere visto come uno dei tasselli del piano strategico dell'azienda, noto come Plan S, che punta non solo sull'elettrificazione ma pure sui servizi di mobilità. Inizialmente, questo servizio di noleggio sarà disponibile nelle province di Milano, Varese e Como, ma Kia punta a renderlo disponibile in molte altre città Italiane.

KIAMOBILITY

Utilizzare questo nuovo servizio sarà molto semplice. L'applicazione KiaMobility sarà disponibile a partire dal mese di ottobre sia per dispositivi iOS che Android. Gli utenti dovranno poi solamente creare un account e confermare la registrazione. A quel punto potranno consultare l'elenco delle concessionarie aderenti e l'elenco delle autovetture disponibili. Una volta scelto il modello sarà sufficiente pagare con carta di credito sempre dall'app e recarsi in concessionaria per il ritiro del veicolo.


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Honor Watch ES disponibile in Italia: in sconto a 79 euro fino al 30 settembre

Il fitness smartwatch è scontato di 20 euro fino a fine mese.

Honor Watch ES è disponibile in Italia: fino al 30 settembre potrà essere acquistato al prezzo scontato di 79,90 euro, 20 euro in meno rispetto al prezzo di listino (99,90 euro).

Annunciato a inizio mese in occasione di IFA 2020 assieme a Watch GS Pro - in vendita a 199 euro fino a fine mese -, lo smartwatch dedicato al fitness integra un display touch AMOLED da 1,64" ed un personal trainer virtuale pronto a fornire consigli e indicazioni durante i nostri allenamenti con 12 corsi, 44 movimenti di esercizio animati e 95 modalità, di cui sei rilevate automaticamente. L'indossabile pesa appena 21 grammi ed è personalizzabile con tante watch face, widget e una vasta gamma di cinturini colorati. Peccato non ci sia l'accesso allo store.

Watch ES è in grado di monitorare il livello di saturazione di ossigeno nel sangue (SpO2) e sfrutta le tecnologie proprietarie TruSeen 4.0, TruSleep 2.0 e TruRelax per misurare il battito cardiaco, la qualità del sonno e il livello di stress. Manca purtroppo il GPS integrato: per la localizzazione e per tenere traccia dei propri allenamenti ci si dovrà affidare allo smartphone connesso via Bluetooth.


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Gmail, il restyling del logo è quasi realtà

Google si prepara a rilasciare un nuovo logo per Gmail, accompagnato da novità funzionali

Se non consideriamo il leggero restyling risalente al 2013, il logo di Gmail è sostanzialmente rimasto invariato dal 2004, anno in cui il servizio è debuttato a livello internazionale. Eppure qualcosa bolle in pentola e Google stessa non lo nasconde, l'azienda ha infatti voluto condividere con il sito 9to5Google la prima immagine del nuovo logo in fase di realizzazione.

Come potete constatare dall'immagine d'anteprima, il nuovo logo che andrà a caratterizzare il servizio è ancora in costruzione ma possiamo immaginare che il risultato finale non si discosterà dal classico design flat a quattro colori (blu, verde, giallo e rosso) che ritroviamo ormai in tutti i prodotti e servizi principali di Google. Trattandosi di uno dei prodotti più noti dell'azienda e considerate le modifiche introdotte negli altri loghi, è lecito attendersi una revisione in linea con quelle più recenti.

Non si parla solamente di icona e logo distintivo, ma il restylinig sarà quasi sicuramente accompagnato da modifiche più ampie anche a livello funzionale, non possiamo escludere che Google voglia introdurre miglioramenti ad ampio spettro.


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WhatsApp (beta), la funzione multi-dispositivo è più vicina che mai

Ecco come funziona la nuova funzionalità multi-dispositivo di WhatsApp: il rilascio è sempre più vicino.

Ci siamo, WhatsApp (beta) sembra essere davvero ad un passo dal rilascio della funzionalità Linked Devices (Multi-dispositivo) che permetterà - finalmente - di utilizzare il proprio account su più dispositivi contemporaneamente.

Di questa possibilità si parla ormai da oltre un anno: le prime indiscrezioni in tal senso risalgono all'estate 2019, ma solo negli ultimi mesi si è riusciti ad avere un quadro più chiaro su come verrà introdotta nell'app di messaggistica.

Adesso, però, il rilascio sembra più vicino che mai: ad affermarlo sono gli esperti di WABetaInfo, gli stessi che durante l'intero periodo hanno seguito lo sviluppo della funzionalità condividendo con la rete utili informazioni al riguardo.


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Anche WeChat evita (per ora) il ban USA

Anche WeChat riesca a evitare il ban USA

Il ban in USA di WeChat e TikTok doveva entrare in vigore ieri (20 settembre), ma è stato evitato in extremis. Nel caso di TikTok sono stati gli ultimi sviluppi legati all'accordo con Oracle e Wallmart a consentire di evitare il provvedimento, mentre per quanto riguarda WeChat un intervento di una corte distrettuale degli Stati Uniti ha permesso ai gestori della piattaforma di ottenere una sospensione temporanea del ban.

Più nel dettaglio, con un'ordinanza dell'ultimo minuto, Laurel Beeler, giudice della corte distrettuale di San Francisco ha ritenuto di accogliere le richieste del gruppo di utenti statunitensi che si erano opposti alla decisione dell'amministrazione Trump:

Sicuramente l'interesse generale del Governo per la sicurezza nazionale è elevato. Ma su questo aspetto - mentre il Governo ha stabilito che le attività della Cina fanno sorgere significativi timori per la sicurezza nazionale - ha fornito poche prove che l'effettivo ban di WeChat per tutti gli utenti statunitensi sia la risposta a queste preoccupazioni. E, come sottolineano i querelanti, ci sono ovvie alternative a un divieto totale, come il ban di WeChat dai dispositivi governativi, come ha fatto l'Australia, o l'adozione di altre misure per la sicurezza dei dati.


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TikTok, c’è la svolta: negli USA l’app passa a Oracle e Walmart. Cina sul piede di guerra

Il Presidente USA rimanda l’ultimatum di una settimana in attesa che l’accordo si concretizzi.

Trump rinvia il ban a TikTok di 7 giorni. La notizie viene data direttamente dallo US Department of Commerce, che fa slittare la deadline di una settimana "in seguito ai recenti sviluppi positivi":

Alla luce dei recenti sviluppi positivi, il Segretario del Commercio Wilbur Ross, sotto la direzione del Presidente Trump, rimanda il divieto delle transazioni identificate ai sensi dell'Ordine Esecutivo 13942, relativo all'applicazione mobile TikTok che sarebbe stata effettiva a partire da domenica, 20 settembre, al 27 settembre 2020 alle 11.59PM.

Dunque la situazione pare essersi sbloccata, dopo che il numero uno della Casa Bianca aveva firmato l'ordine esecutivo contro l'app di ByteDance lo scorso 6 agosto. Tutto sembrava ormai segnato, considerando che le trattative tra l'azienda cinese e Oracle parevano essere arrivate a un punto morto dopo le perplessità sull'operazione espresse da Trump e dal Governo centrale cinese. Le motivazioni di questo dietrofront sarebbero sostanzialmente due (correlate tra loro).


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