Oppo mette il turbo: ricarica a 125W pronta per la presentazione

Tutto è pronto per la ricarica super veloce di Oppo. Obiettivo 125W

Oppo preme l'acceleratore della tecnologia per la ricarica della batteria degli smartphone e preannuncia la presentazione del nuovo salto generazionale. La data è fissata per mercoledì prossimo (15 luglio) e il traguardo è indubbiamente ambizioso, considerato che il breve video teaser ufficiale anticipa senza farne mistero che si tratta della ricarica (super) veloce a 125W.

E' trascorso meno di un anno da quando il produttore cinese ha rinnovato l''offerta delle soluzione per la ricarica veloce (sia cablata, sia wireless) ed evidentemente i tempi sono maturi per compiere un passo in più rispetto a quella che, attualmente, rappresenta la soluzione di ricarica più rapida messa a punto dall'Azienda (la SuperVOOC 2.0 a 65W).

Recensione Huawei Freebuds 3i: poche rinunce con meno di 100 euro

Una combinazione più che allettante, e i compromessi da fare sotto altri aspetti sono tutto sommato tollerabili.

È facile pensare a Huawei Freebuds 3i come a una variante minore dei Freebuds 3 che abbiamo recensito lo scorso novembre, data la somiglianza dei nomi, ma in realtà si tratta di due prodotti molto diversi, che rispondono a esigenze - anche di portafogli - diverse.

Sono sempre auricolari TWS, chiaro, ma qui si passa a un design in-ear tradizionale, con punte in silicone intercambiabili. Alcune caratteristiche tecniche sono leggermente inferiori ai Freebuds 3, ma per lo meno non si rinuncia alla cancellazione attiva del rumore, e il prezzo è più basso. Proprio la combinazione di questi ultimi due fattori è la chiave di lettura dei Freebuds 3i. In altre parole: sono molto, molto interessanti se vi serve un paio di auricolari in grado di isolarvi in modo efficace dal mondo esterno e non volete spendere più di 100€.

Costo dei dati mobili, Italia tra i paesi più a buon mercato

Una ricerca prende in esame 228 paesi in tutto il mondo e stila una classifica basata sul costo medio di 1 GB di dati: come avrà performato l’Italia?

Ormai siamo abituati a trovare l'Italia in fondo alle classifiche dove conta essere primi, e in alto in quelle dove sarebbe meglio essere ultimi: il recente rapporto annuale dell'Istat che mostra come 6 milioni di famiglie siano completamente offline, e ci posiziona così quartultimi in Europa per utenze regolari, non fa eccezione. Prima di leggere il prossimo paragrafo, fate mente locale e provate a indovinare dove potrebbe posizionarsi il nostro bel paese in una classifica su scala globale che tiene conto del costo del traffico dati in 228 nazioni. Fatto?

La risposta arriva da una ricerca commissionata da Cable.co.uk (la trovate al link in FONTE), che ha individuato quattro parametri da incrociare per stimare il rapporto tra costi e performance dell'ampio campione osservato: la presenza di una rete fissa alla base di quella mobile, la richiesta degli utenti, la consistenza delle infrastrutture di base e, infine, la capacità di spesa della popolazione. L'italia è nella parte alta della classifica, tra le nazioni migliori: quarta, per la precisione.

Proprio così, siamo tra i paesi dove mediamente 1GB di dati mobili costa meno: precisamente, 0,43 dollari. Prima di noi solo India, in testa con 0,09 dollari per 1 GB, Israele con 0,11 dollari e Kirghizistan (0,21 dollari). Per prendere un termine di paragone europeo, la Germania si piazza invece 146esima, con una media di ben 4,06 dollari. Oltreoceano, le cose non vanno meglio per gli utenti a stelle strisce: negli Stati Uniti (188esimi) la media è addirittura il doppio di quella tedesca, cioè 8 dollari. La Cina, invece, ha tariffe molto più vantaggiose, e grazie alla sua media di 0,61 dollari si posiziona 12esima. Fa meglio la Russia, nona con 0,52 dollari.


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Google-Fitbit, ultimatum dell’UE: i dati acquisiti restino fuori dall’advertising

È molto probabile che Google accetterà, anche perché aveva già detto che non avrebbe usato i dati degli utenti Fitbit per questo scopo.

L'Unione Europea approverà l'acquisizione di Fitbit da parte di Google solo se quest'ultima prometterà per iscritto che i dati raccolti da Fitbit non verranno usati per fini pubblicitari: l'informazione non è ufficiale, ma è stata diffusa da Reuters che cita fonti interne bene informate.

L'annuncio dell'affare risale a novembre 2019: Google intende pagare 2,1 miliardi di dollari al produttore di smartband e smartwatch, in affanno già da qualche tempo. Acquisizioni di questo calibro devono sempre essere approvate dalle principali agenzie antitrust internazionali. Anche quella degli USA aveva detto di voler indagare più da vicino, nonostante le rassicurazioni di Google stessa (che aveva detto: "I dati Fitbit sulla salute e il benessere non saranno utilizzati per gli avvisi pubblicitari di Google", e che gli utenti avranno la facoltà di cancellare i loro dati), mentre quella australiana aveva detto che potrebbe minacciare la libera concorrenza.

Qualche giorno fa l'UE stessa aveva detto che avrebbe espresso un giudizio sull'acquisizione entro il 20 luglio; insomma, pare che il nodo finale da sciogliere sia proprio questo. Google avrebbe appena qualche giorno di tempo per decidere come muoversi: la Commissione si aspetta una risposta entro il 13 luglio.


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Xiaomi, una vagonata di prodotti il 15 luglio: cosa aspettarsi

Novità dai monopattini, alla smartband per arrivare alla Mi TV Stick

Xiaomi ha annunciato un nuovo evento stampa con il quale arricchirà il suo ecosistema di prodotti destinato al mercato internazionale. L'appuntamento è fissato per il 15 luglio e la notizia è stata confermata da uno stringato messaggio pubblicato sui social, accompagnato ad un'immagine che suggerisce in maniera abbastanza evidente le tipologie di prodotto:

I dettagli si individuano tra le cifre che compongono il 2020 dell'immagine: da sinistra a destra si può notare la ruota di un monopattino, la forma e i dettagli di una smartband, il modulo fotocamera posteriore di uno smartphone, poco più in basso la sagoma di un auricolare, e per finire il disegno stilizzato di TV,  relativo telecomando e presa HDMI. In breve un evento a tutto tondo con il quale è verosimile che Xiaomi porti in Europa (e Italia) prodotti già lanciati in Cina.

Si possono quindi fare dei pronostici per ciascuna categoria: 


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Klipsch a tutto gas: gli auricolari T5 II True Wireless sono griffati McLaren

Nuova partnership per il Team McLaren di F1

Nuova partnership per il Team McLaren di F1 che ha collaborato con Klipsch per la realizzazione delle Klipsch T5 II True Wireless Sport McLaren, auricolari in edizione limitata che saranno in vendita da agosto al prezzo consigliato di 279€.

Klipsch è partner ufficiale del Team McLaren di F1 come fornitore di cuffie e dispositivi audio portatili per la squadra. McLaren, ricordiamo, ha anche collaborato in passato con OnePlus per la realizzazione di versioni limitate (da noi puntualmente provate, vedasi 7T Pro McLaren Edition) e concept di smartphone. La partnership con OnePlus, tuttavia, è stata interrotta nelle scorse settimane.

Klipsch T5 II True Wireless Sport McLaren sono auricolari di tipo "in-ear" con driver Dynamic Moving Coil Micro Speaker da 5.0mm, una risposta in frequenza di 10Hz-19kHz, isolamento dai rumori di -22dB e quattro microfoni che garantiscono una migliore qualità delle chiamate vocali.


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L’Italia ha fame di WiFi: 300 voucher in arrivo con WiFi4EU

Chiuso il quarto – e ultimo – bando.

Il WiFi pubblico in Europa è sempre più realtà con la pubblicazione dei vincitori del quarto (e ultimo) bando di WiFi4EU, programma istituito dall'Unione Europea nel 2017. La lista dei 947 Comuni è stata condivisa dalla Innovation and Networks Executive Agency (INEA), che ha selezionato i vincitori tra le 8.600 domande ricevute provenienti da tutti i Paesi dell'Unione.

Il prossimo passo tocca ai Comuni, che una volta ricevuta la comunicazione dovranno sottoscrivere un grant agreement per ottenere il finanziamento di 15.000 euro sotto forma di voucher. Il successo di questa ultima call è stato senza precedenti, tant'è che è stato deciso di non porre limiti di voucher per Paese partecipante.

Ci sono state addirittura 3.000 domande solo nei primi 5 secondi in cui è stato aperto il bando, con Italia, Spagna e Romania risultati essere i Paesi più attivi - altri come Bulgaria, Croazia, Grecia e Portogallo avevano già ricevuto numerosi voucher nelle call precedenti. Solo in Italia sono stati approvati circa 300 voucher da 15.000 euro ciascuno, destinati ad altrettante municipalità. Altri 40 Comuni sono stati inseriti in lista come riserve qualora dovessero esserci defezioni e rinunce.


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TIM fa fuori Huawei: gli effetti del ban sul 5G in Italia

La decisione avrà delle conseguenze importanti sul mercato.

Colpo di scena nel campo delle telecomunicazioni: TIM ha estromesso la cinese Huawei dalla gara d'appalto per la costruzione della rete core 5G in Italia e Brasile. Se nel nostro Paese gli effetti non saranno particolarmente evidenti visto il ruolo marginale che la società cinese da sempre ha avuto nell'implementazione della rete centrale di TIM (laddove sono elaborati i dati sensibili degli utenti), in Sud America la decisione rischia di creare un effetto domino sul mercato generando consistenti - e costosi - ritardi.

"La sicurezza e lo sviluppo dell'Italia digitale dovrebbero appoggiarsi su un approccio basato sui fatti e non su accuse infondate", aveva ribadito ieri Huawei in un comunicato riguardo il nostro mercato. Evidentemente TIM la pensa diversamente, non intendendo cogliere l'ennesimo appello del gigante cinese che continua a difendersi dalle accuse (mai provate) di spionaggio internazionale.

ALLA GARA D'APPALTO MANCA SOLO HUAWEI

Alla gara d'appalto sono state invitate Cisco, Ericsson, Nokia, Mavenir e la fresca di acquisizione da parte di Microsoft Affirmed Networks. Insomma, tra i grandi player il grande assente è proprio Huawei. Bocche cucite da una parte e dall'altra, ma che il Governo italiano possa aver fatto pressioni sulla telco non è un'ipotesi da escludere.


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Galaxy Buds Live, ci siamo: immagini e pagina di supporto degli auricolari a fagiolo

Ci sarà anche una colorazione bronzo perfettamente coordinata con i nuovi Note 20.

Gli auricolari TWS Galaxy Buds Live fanno la loro prima comparsa sul sito sud coreano di Samsung. Il dispositivo indossabile dall'inusuale forma a fagiolo ha ora la pagina di supporto ufficiale (link nel VIA), a dimostrazione di un imminente debutto sul mercato. Il numero di modello indicato - SM-R180 - coincide con quello svelato da Roland Quandt la scorsa primavera.

E' invece Evan Blass a mostrarci il prodotto in alcune immagini render, confermando così quanto già visto ad aprile permettendoci altresì di osservare per la prima volta il case di ricarica.

Come nella precedente serie di render, vengono mostrate tre varianti di colore, ma con una variazione: al posto di quella grigio/azzurra ce n'è una color bronzo, insieme al più classico bianco e al nero. Interessante osservare che proprio il bronzo sarà uno dei colori caratteristici dei Galaxy Note 20, come visto nei render qualche giorno fa. La custodia di ricarica è di forma quadrata e si apre a scrigno; ci ricorda un po' quello dei PowerBeats Pro di Apple, anche se le dimensioni sono notevolmente inferiori.


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TIM down, malfunzionamenti della linea mobile in corso

TIM down, problemi di connettività allo stato attuale

Sembra che TIM stia vivendo alcuni problemi nelle ultime ore, a quanto pare i malfunzionamenti sulla linea mobile si protraggono dalle 18.30.

Le segnalazioni riportano problematiche che vanno dall'impossibilità a effettuare chiamate ed alla navigazione in rete, il problema pare interessare tutta la penisola isole comprese. Al momento non abbiamo dettagli sul tipo di problematica e quale sia la portata precisa, aggiorneremo la notizia non appena ne sapremo di più.


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