Esplosione di Beirut, NASA condivide immagine satellitare dei danni

Tutti siamo rimasti a bocca aperta per le tante immagini e soprattutto per i video, che documentano la recente tragedia di Beirut, un’esplosione che martedì ha causato circa 150 morti e…

Tutti siamo rimasti a bocca aperta per le tante immagini e soprattutto per i video, che documentano la recente tragedia di Beirut, un'esplosione che martedì ha causato circa 150 morti e migliaia di feriti. La detonazione, causata da una scorta di nitrato d'ammonio immagazzinata nel porto, è stata sentita fino a Cipro.

LA NASA ha recentemente condiviso un'immagine satellitare che evidenzia l'entità del danno sulla superficie. Per ottenere la mappatura il team di Advanced Rapid Imaging and Analysis (ARIA) della NASA, in collaborazione con l'Osservatorio terrestre di Singapore, ha utilizzato i dati del radar ad apertura sintetica derivati ​​dal satellite.

Visibile in testata, la mappa della NASA utilizza pixel in diverse tonalità di giallo e rosso, con il rosso più scuro che rappresenta i danni più gravi intorno al porto di Beirut. I pixel arancioni rappresentano un danno moderato, mentre i pixel gialli un danno lieve. Ogni pixel rappresenta un'area ci 30 metri, la NASA ha affermato che la mappa potrebbe essere utilizzata per aiutare a individuare le aree in cui è maggiormente necessario aiuto. Per maggiori informazioni, vi rimandiamo alla pagina ufficiale dell'ARIA (in FONTE).


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Curiosità Hi-Tech: come funziona un razzo aerospaziale

Siamo nel pieno di una nuova era spaziale.

Le compagnie private impegnate nell'industria aerospaziale, come SpaceX e Virgin Galactic per citare due tra le maggiori, non solo hanno portato un contributo concreto e importante nell'elevare le tecnologie a disposizione ad un livello superiore, ma negli ultimi anni hanno convinto un sempre maggior numero di persone a interessarsi all'argomento.

E' vero, gli appassionati del segmento aerospaziale sono sempre esistiti, ma la componente "spettacolo" introdotta dal crescente numero di live streaming è innegabile. Così, se inizialmente l'interesse risultava focalizzato verso i soli "main event", sempre più persone attendono l'avvio di missioni secondarie per seguirle in diretta. Alla fonte di questo fortissimo hype, che attornia pure le missioni minori, senza ombra di dubbio c'è stato un forte contributo di Elon Musk.

Pensiamo ad esempio alla prima missione di lancio del Falcon Heavy di due anni fa, una delle live streaming più seguite di sempre, che ha sicuramente contribuito ad ampliare l'utenza interessata.Tutti pazzi per le missioni spaziali! O quantomeno, sempre più persone si interessano all'argomento e seguono con curiosità le pagine social delle principali agenzie, con il preciso obiettivo di restare il più possibile aggiornati e non perdere gli appuntamenti live. Seguire il lancio di un razzo orbitale è "addictive", ma quanti sanno realmente come funziona tecnicamente? Proviamo a spiegarlo in modo semplice in questo piccolo approfondimento.


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OSIRIS-Rex, prove tecniche di touchdown sull’asteroide Bennu

Era da un po’ che non ne parlavamo, ma le tempistiche per l’avvio della missione di prelievo campioni dall’asteroide Bennu sono sempre più strette. Il primo veicolo spaziale…

Era da un po' che non ne parlavamo, ma le tempistiche per l'avvio della missione di prelievo campioni dall'asteroide Bennu sono sempre più strette. Il primo veicolo spaziale prodotto dalla NASA a tal scopo si sta preparando alle ultime fasi di test.

Come riportato dall'agenzia nel comunicato ufficiale, l'11 agosto la missione eseguirà il test Matchpoint, la seconda prova pratica dell'evento di raccolta dei campioni Touch-and-Go (TAG). La prova sarà simile a quella effettuata il 14 aprile e chiamata Checkpoint, solo che stavolta le prove di discesa non saranno due ma bensì 3. La manovra chiamata Matchpoint burn avvicinerà la sonda ancora di più al sito campione Nightingale, raggiungendo un'altitudine di circa 40 m prima di indietreggiare dall'asteroide.

L'immagine in testata offre un'idea della traiettoria che OSIRIS-REx terrà per le operazioni di prelievo, questa seconda prova offrirà al team di controllo la possibilità di familiarizzare ulteriormente con le sequenze di discesa, raccolta tramite braccio robotico e risalita, verificando nel contempo che i sistemi di imaging, navigazione e rilevamento del veicolo spaziale funzionino a dovere.


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SpaceX manda in orbita 57 satelliti Starlink. E stavolta non riflettono la luce

Finalmente i satelliti Starlink sono stati lanciati nello spazio. Ecco il video.

Questa volta ce l'ha fatta: dopo i ritardi registrati nelle ultime settimane a causa del maltempo e di alcuni problemi tecnici, SpaceX è riuscita a mettere in orbita 57 satelliti Starlink e due satelliti BlackSky per il monitoraggio della Terra. Il lancio del Falcon 9 è avvenuto alle 7:12 di questa mattina - ora italiana - dalla rampa di lancio 39A della Cape Canaveral Air Force Station in Florida.

Le operazioni di partenza sono avvenute in modo corretto, e il primo stage del razzo è atterrato 8 minuti dopo il lancio sulla nave drone Of Course I Still Love You sulle acque dell'Oceano Atlantico. Per centrare l'obiettivo ha compiuto una serie di ri-orientamenti nello spazio ed attivato i motori per tre volte al fine di rallentare la sua corsa. Non è invece riuscito il recupero dei due fairing, ovvero delle coperture superiori del razzo: a tal proposito attendiamo dettagli da parte della società di Musk.


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Starship SN5, il prototipo di SpaceX spicca il primo balzo

SpaceX, il prototipo Starship SN5 spicca il primo balzo di 150 mt

Qualche giorno fa lo avevamo annunciato ed ed alla fine le tempistiche sono state rispettate, il prototipo Starship SN5 di SpaceX ha spiccato il suo primo balzello, un volo di 150 metri che ha seguito le dinamiche viste con lo Starhopper lo scorso anno (uno Starship di dimensioni minori realizzato a fini di test).

Il nuovo traguardo non può che far bene all'azienda di Elon Musk, che esce da un periodo particolarmente positivo. La missione DEMO-2 si è infatti conclusa nel migliore dei modi, con il recente ammaraggio dei due piloti NASA statunitensi.

Il prototipo di Starship SN5 utilizzato in questo test è a dimensioni naturali ma non risulta completo, manca infatti il cono superiore e ricorda quindi l'aspetto di una torre volante. Buona la prova del motore Raptor singolo, che è stato in grado di portare all'altezza desiderata il razzo e riportarlo a terra senza problemi. Seguiranno altri test prima di salire di quota, nel frattempo vi lasciamo con il video ufficiale di SpaceX, dove è possibile vedere l'evento da più angolazioni grazie alle camere montate direttamente sul razzo.


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Capsula Crew Dragon, troppe barche ad attenderla al suo ritorno

Crew Dragon, troppe barche al suo ritorno hanno creato un potenziale pericolo, la Guardia Costiera non ha potuto mantenere pulita la zona

Una piccola curiosità riguardante l'ennesimo successo di NASA e SpaceX, avvenuto poche ore fa con l'ammaraggio della capsula Crew Dragon. Ad attendere la navicella c'era una moltitudine di barche che, dopo aver ignorato le richieste della Guardia Costiera di rimanere fuori dalla zona, ha circondato l'area creando un certo caos.

Un episodio spiacevole se pensiamo alle pesanti implicazioni legate alla sicurezza, decisamente insufficiente in questo caso. Tra le barche presenti, una di esse aveva uno striscione recante il nome del presidente Trump, si trattava in ogni caso principalmente di curiosi.

La Guardia Costiera ha dichiarato che a The Verge che aveva diverse pattuglie dislocate in zona prima dello splashdown, tuttavia i vari diportisti presenti hanno ignorato gli ordini e le forze in campo non erano sufficienti a mantenere libera la zona. Secondo una dichiarazione di NASA e SpaceX, l'area di ammaraggio era al di fuori delle vie navigabili degli Stati Uniti, tuttavia non è stato possibile agire tempestivamente per scortare fuori tutte le barche estranee a quelle di recupero.


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L’informatica piange William “Bill” English: morto a 91 anni l’inventore del mouse

Ha contribuito a sviluppare il primo mouse al mondo, oltre a teorizzare il mondo dell’interfaccia informatica.

William "Bill" English è morto domenica 26 luglio all'età di 91 anni per una crisi respiratoria. L'annuncio è stato dato solo nelle scorse ore dalla seconda moglie, Roberta Mercer. Un nome sconosciuto per molti, quello di English, ma che il mondo dell'informatica ricorderà sempre per aver contribuito a realizzare il primo mouse da computer, sulla base del progetto del collega Douglas Engelbart.

Brillante ingegnere oltre che ricercatore, verso la fine degli anni '50, dopo aver lasciato la carriera in Marina, William entrò a far parte di un gruppo di ricerca in un laboratorio della California del Nord, chiamato Stanford Research Institute. Da quei corriodi e stanze che sembravano non finire mai, incontrò Douglas Engelbart, un collega ingegnere con la profonda ambizione di realizzare un nuovo tipo di computer, fuori dai soliti concetti di schede perforate, macchine da scrivere e stampe.

Engelbart immaginava una macchina alla portata di tutti, in grado di manipolare le immagini su uno schermo. Un concetto fin troppo visionario, che sarebbe arrivato a definire le basi dell'interfaccia informatica, ma che per sua stessa ammissione, in molti faticavano a concepire.


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SpaceX Crew Dragon torna sulla Terra: Luna e Marte sono più vicine

Missione compiuta

La Crew Dragon di SpaceX con a bordo Bob Behnken e Douglas Hurley ha compiuto con successo la sua missione, riportando sulla Terra sani e salvi i due astronauti che hanno trascorso due mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale. Lo "splashdown", il vero e proprio impatto in mare, è avvenuto alle 20.48 ora italiana. Tutta la fase di rientro, come al solito, è stata trasmessa in diretta streaming.

Durante la permanenza sulla ISS, i due astronauti della NASA hanno eseguito 4 passeggiate spaziali ed installato nuove batterie all'esterno della stazione. L'area di splashdown è stata decisa 6 ore prima della partenza sulla base delle condizioni meteo al largo delle coste della Florida.


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Crew Dragon, il ritorno sulla Terra non sarà esente da rischi

Crew Dragon, quali sono i rischi del viaggio di ritorno

Tutti noi appassionati di spazio e tecnologia abbiamo festeggiato quando lo scorso 30 maggio, con la missione Demo-2 della NASA si è raggiunto l'obiettivo primario, consegnando alla Stazione Spaziale Internazionale i due astronauti Robert Behnken e Douglas Hurley.

Vi abbiamo già parlato dell'imminente rotta verso la Terra, che si concretizzerà con l'ammaraggio nell'Oceano Atlantico il 2 agosto, un viaggio di ritorno che comincerà domani con lo sgancio dalla ISS della Crew Dragon ed il successivo rientro nell'atmosfera. Se il viaggio di andata ci ha tenuto tutti con il fiato sospeso, il ritorno potrebbe essere ancora più intenso se pensiamo che sarà proprio questa la parte più pericolosa della missione.

Già la scorsa primavera, Elon Musk aveva espresso una velata preoccupazione, affermando che sarà proprio la fase di rientro a fornire il maggior numero di potenziali rischi. E' importante ricordare che l'obiettivo primario della missione Demo-2 è proprio il test completo di funzionamento della Crew Dragon, un primo passo verso regolari spedizioni di astronauti statunitensi e payload scientifici verso la ISS.


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Intervallo Summer Edition – Seconda stagione | Il web è davvero degli utenti?

Bentornati a tutti su Intervallo, il Podcast di HDblog che giunge alla seconda stagione! Dopo aver concluso la prima serie con 15 puntate (grazie a tutti davvero per il grande successo riscontrato) e…

Bentornati a tutti su Intervallo, il Podcast di HDblog che giunge alla seconda stagione! Dopo aver concluso la prima serie con 15 puntate (grazie a tutti davvero per il grande successo riscontrato) e aver preso due settimane di pausa, eccoci tornare con Intervallo Summer Edition. Piccolo cambio di format e di persone per una stagione breve ma che siamo sicuri vi piacerà: Matteo e Niccolò saranno i protagonisti delle prossime 10 puntate di Intervallo Summer Edition che, sempre con spirito irriverente, simpatico e rilassato, vi porteranno in un viaggio più intimo, nascosto e segreto.

Una serie di puntate che parleranno di argomenti spesso dibattuti, accennati sulle nostre pagine ma mai veramente analizzati. Il tutto con una visione da dietro le quinte del settore tecnologico, del web e del nostro lavoro. Piccoli aneddoti, esperienze mai raccontate, le nostre passioni e ancora la community che da 12 anni ci accompagna in questo lungo viaggio. Faremo nomi, cognomi, parleremo di aziende, brand e persone per spiegarvi come quello che vediamo oggi online spesso può essere letto con sfaccettature molte diverse cambiando punto di osservazione.


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