Apple PowerBeats Pro: arrivano quattro nuove colorazioni

Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, arriva l’ufficialità: Apple ha lanciato quatto nuove colorazioni delle Powerbeats Pro. Come previsto, si tratta delle varianti Spring Yellow, Cloud Pink, Lava…

Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, arriva l'ufficialità: Apple ha lanciato quatto nuove colorazioni delle Powerbeats Pro. Come previsto, si tratta delle varianti Spring Yellow, Cloud Pink, Lava Red e Glacier Blue. Restano del tutto invariate le caratteristiche hardware di questi auricolari destinati principalmente ad un pubblico più "sportivo". Invariato anche il prezzo di vendita fissato a 250 euro.

I PowerBeats Pro sono auricolari "true wireless" con chip H1 che offre una migliore autonomia e una connettività più stabile oltre alla possibilità di richiamo dell'assistente vocale di Apple attraverso il comando vocale "Hey Siry". Hanno un case di ricarica ben più ingombrante di quello degli AirPods, senza possibilità di ricarica wireless, ma l'autonomia è nettamente superiore: 9 ore per ogni carica completa degli auricolari, mentre la batteria del case ne offre altre 15.

I PowerBeats Pro sono in-ear con gommini intercambiabili, quindi isolano meglio dal suono esterno e si adattano meglio alla forma delle orecchie di ognuno, e hanno un archetto regolabile che garantisce stabilità anche in situazioni estreme.


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Speech-to-text, iPhone 11 non regge il confronto con Google Pixel 3

Quello che è interessante osservare, più che la precisione, è la velocità con cui i Pixel riescono a convertire la voce in parole. Il processo avviene quasi in tempo reale.

Google si è prodigata molto per sviluppare e promuovere le funzionalità AI dei suoi smartphone Pixel. Un'area in cui si stanno dimostrando particolarmente evoluti è il riconoscimento vocale: non solo è estremamente rapido e accurato, ma avviene tutto completamente in locale grazie ai coprocessori AI e alla capacità del software di sfruttarlo. Un utente Twitter ha messo a confronto proprio un Pixel, tra l'altro un ormai vecchiotto Pixel 3, contro un iPhone 11, e nonostante una potenza di calcolo nettamente superiore di quest'ultimo la vittoria è schiacciante a favore dello smartphone Google. Il video è in inglese, ma è sufficientemente chiaro anche per chi non lo mastica più di tanto.

Quello che è interessante osservare, più che la precisione (per quanto sia importante anche questo aspetto, beninteso), è la velocità con cui i Pixel riescono a convertire la voce in parole. Il processo avviene quasi in tempo reale, con grande fluidità e senza rallentamenti o "singhiozzi", che invece si verificano con una certa frequenza sugli iPhone. Questa puntualità nella traduzione migliora molto l'esperienza d'uso, osservano i colleghi di Android Police, perché l'utente può tornare sui propri passi e pensieri istantaneamente, senza dover continuare a fare "avanti e indietro" mentalmente rischiando di perdere il filo.


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iPod Touch 3°gen: nuove foto del prototipo con fotocamera posteriore

Pare sia stato un dietrofront della Mela a cose ormai fatte. Chissà se scopriremo mai perché.

Nell'ormai lontano 2009 in questo periodo Apple lavorava agli ultimi dettagli dell'iPod Touch di terza generazione, per poi presentarlo nel corso di un evento hardware di settembre. Le foto del prototipo emerso in queste ore evidenziano come la Mela abbia considerato, a un certo punto dello sviluppo, di dotarlo di fotocamera posteriore. Nel modello finale non ce n'è traccia; bisognerà aspettare ancora una generazione prima che compaia, insieme alla fotocamera frontale.

iPod Touch di terza generazione era chiaramente derivato da iPhone 3Gs: le forme e le caratteristiche tecniche erano molto simili. Non abbiamo dettagli precisi sulla fotocamera, ma a giudicare dalle immagini è plausibile che si tratti della stessa unità da da 3,15 MP vista sul Melafonino. L'attuale proprietario comunque conferma che è funzionante.

Interessante osservare che c'è un foro per il microfono - segno che era prevista anche la possibilità di girare video. È probabile che la scelta di non offrire questo componente sia stata compiuta in fasi avanzate della progettazione: perfino noi, ai tempi, riportammo le prime foto "rubate" prima del rilascio.


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Apple iPhone 12 arriverà sul mercato a novembre, secondo Cowen

Giusto in tempo per il Black Friday… Lo troveremo scontato al day one?

Apple iPhone 12 potrebbe arrivare sul mercato verso il mese di novembre, secondo le stime degli analisti di Cowen. Ad oggi i principali fornitori e assemblatori hanno ripristinato la loro capacità produttiva ai livelli pre-lockdown, ma è plausibile che le difficoltà degli scorsi mesi lascino un minimo di strascichi. Rispetto alle date solite, si tratta di un ritardo di uno, due mesi al massimo - che, notano gli analisti, nel lungo termine è sostanzialmente trascurabile.

Da diverso tempo si rincorrono le indiscrezioni che vorrebbero i Melafonini di nuova generazione in ritardo. Finora le indiscrezioni erano state più insistenti sui modelli Pro, mentre la previsione di oggi non fa distinzioni. Tutti e quattro i modelli (ricordiamo: 12, 12 Max, 12 Pro e 12 Pro Max, ammesso che i nomi siano quelli) arriveranno giusto in tempo per il Black Friday. Potrebbe essere anche una scelta deliberata di Apple: nel senso che anche se alcuni modelli potrebbero essere pronti prima, si aspetterà che la formazione sia completa per un lancio all'unisono.

Può essere una strategia sensata per evitare di mettere a repentaglio le vendite dei modelli in ritardo - si vocifera che i problemi siano soprattutto relativi a iPhone 12 Pro Max, e in misura minore al 12 Pro; d'altra parte sono smartphone più sofisticati, con un modulo fotocamera quadruplo invece che doppio, con tanto di sensore LiDAR, e magari addirittura un display a 120 Hz.


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iPhone 2021: fotocamera con un sensore in più, ma il LiDAR resta isolato | Rumor

Deve ancora uscire iPhone 12, e non sappiamo neppure se i modelli del 2021 si chiameranno 13 o 12S: eppure già circolano i primi rumor, e riguardano la fotocamera.

Avete letto bene: iPhone 2021. Non il 12, di cui ormai sappiamo tanto, quasi tutto, e dal cui lancio però ci separano ancora tre, quattro mesi - bisognerà vedere se l'emergenza coronavirus influirà sulla tradizionale agenda di Apple. In realtà, non è neppure la prima volta che parliamo degli iPhone del prossimo anno, 13 o 12S che siano: oggi l'oggetto dei rumor è la fotocamera, ma di recente abbiamo discusso delle indiscrezioni che lo vogliono completamente senza porte.

Doverosa premessa: più i rumor si addentrano nel futuro con le previsioni, più possono rivelarsi imprecisi. Per il semplice fatto che in questo stesso momento a Cupertino avranno per le mani vari prototipi di iPhone 13 da valutare, tutti soggetti a potenziale cambiamento. Perciò conviene prendere queste informazioni con i guanti (di cui tanto, visto il periodo, abbiamo fatto scorta), tenendo a mente che anche qualora fossero fondate oggi, non significa che poi vengano a coincidere col prodotto finale.

Detto questo, affrontiamo la notizia: la fonte è la stessa che aveva anticipato un'informazione cui poi tutti si sono allineati, e cioè la presenza di un sensore LiDAR, come quello dei nuovi iPad Pro, ad affiancare i tre sensori del modulo fotografico sui modelli Pro e Pro Max del modello 2020 (iPhone 12 e 12 Max avranno una doppia camera), e fornendo anche una prima rappresentazione del layout che ormai conosciamo bene: cioè un elemento quadrato molto simile a quello visto sulla scorsa generazione di iPhone che racchiude quattro sensori disposti simmetricamente, uno per ogni angolo.


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Apple TV+, accordo quasi raggiunto per il prossimo film di Scorsese

Nessun problema di budget per la Mela.

Apple avrebbe praticamente concluso le trattative per adottare il prossimo progetto di Martin Scorsese, Killers of the Flower Moon, con Leonardo DiCaprio e Robert De Niro. Se ne parlava già qualche settimana fa: a quanto pare il costo di produzione del film sarebbe lievitato molto più di quanto preventivato inizialmente da Paramount, che di conseguenza se n'è chiamata fuori. Oltre ad Apple, Scorsese e il suo staff avrebbero bussato alla porta di NBC e Netflix (si dice che per quest'ultima Scorsese in persona abbia contattato Scott Stuber, responsabile della sezione film).

Il budget iniziale di Killers of the Flower Moon era stato fissato a 160 milioni di dollari, ma è lievitato rapidamente fino a raggiungere i 225 milioni circa. Vale la pena precisare che Scorsese e DiCaprio incassano circa 20 milioni di dollari a progetto ciascuno, e De Niro è appena dietro con 15 milioni; diciamo che con queste basi di partenza è "facile" sforare. Tra l'altro, pare che Scorsese abbia richiesto una nuova stesura del copione. È un po' una ripetizione di quanto successo con The Irishman, adottato da Netflix proprio dopo la rinuncia di Paramount, sempre per questioni di budget sforato.

Le fonti di Hollywood Reporter non hanno rilasciato dettagli economici sull'accordo, ma se confermato sarà un'altra importante vittoria per il servizio di streaming della Mela. Arriva ad appena qualche giorno di distanza dalla notizia dell'esclusiva su Greyhound, il film di guerra navale con protagonista Tom Hanks. Paramount rimarrà nell'equazione, ma si occuperà solo della distribuzione.


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Apple: stop alla firma di iOS 13.4.1, downgrade impossibile

Come avvenuto in precedenza, in concomitanza con l’arrivo di una versione software, Apple ha provveduto allo stop della firma di iOS 13.4.1

La scorsa settimana Apple ha reso disponibile iOS 13.5 in forma pubblica, esattamente a 7 giorni di distanza arriva l'intervento più detestato dalla comunity di jailbreaker, lo stop alla firma di iOS 13.4.1, che di fatto rende impossibile qualunque tentativo di downgrade.

Per la maggior parte degli utenti questo dettaglio non rappresenterà un problema tangibile, ma lo stop alla firma dei firmware antecedenti a iOS 13.4.1 si traduce nell'impossibilità di effettuare il downgrade o il ripristino di queste versioni, dunque nel caso in cui si sia proceduto all'installazione del più recente aggiornamento, non si potrà più ritornare indietro.

Lo stop alla firma di una precedente versione di iOS è una pratica usata da sempre in Apple, che di fatto impedisce agli utenti di installare versioni vecchie e potenzialmente non sicure di iOS. L'obiettivo è mantenere gli utenti protetti dalle nuove minacce e garantire che i dispositivi eseguano il software più recente.


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Escobar chiede 2,6 miliardi di $ ad Apple: iPhone X non è sicuro

La cifra, promette, sarà devoluta a chi, come lui, ha subito il danno.

iPhone è uno smartphone sicuro? E' a prova di hacker, malintenzionati, ladri informatici? Secondo Roberto de Jesùs Escobar Gaviria - meglio noto come "il fratello di Pablo", il re del narcotraffico colombiano - no. Non solo: per colpa di un iPhone (X) la sua vita è cambiata per sempre, tanto da essere stato costretto a fare causa ad Apple. La cifra richiesta, tuttavia, appare ragionevole: del resto, si tratta solamente di 2,6 miliardi di dollari.

PREMESSA

Tutto è cominciato nel 2018, quando il produttore del Fold 2 Escobar si è recato presso un rivenditore Apple per acquistare uno smartphone. "Voglio uno smartphone ultra-sicuro", ha detto al malcapitato negoziante che ha prontamente consigliato iPhone X. Scorrendo la documentazione depositata presso la Corte Superiore della California nella Contea di San Mateo, risulta che il fratello di Pablo si sia soffermato unicamente sulla necessità di avere uno smartphone capace di garantire il massimo livello di sicurezza possibile. "Sono stato vittima di un attentato", ha spiegato ad un sempre più allarmato (immaginiamo noi) venditore, che cercava di convincerlo sulla non vulnerabilità ad exploit del prodotto e sul fatto che iPhone X fosse esattamente quello che cercava.

Per farla corta: dopo mille raccomandazioni sulla sicurezza e altrettante garanzie che iPhone e iOS non potevano che essere la soluzione migliore (del resto, entrando in un Apple Reseller, non poteva essere altrimenti...), Escobar si è convinto a comprare iPhone X (non prima di aver contattato telefonicamente il centro assistenza Apple, dice lui). Insomma, il contratto di vendita è stato completato solo dopo aver ricevuto garanzie e rassicurazioni da Apple.


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FIDO Alliance, arriva il sito promozionale: l’addio alle password è sempre più vicino

Gli smartphone Android supportano lo standard FIDO da qualche tempo ormai, e lo stesso vale per Windows e per i principali browser Web.

La FIDO Alliance ha appena lanciato il sito loginwithfido.com, il cui scopo principale è promuovere l'omonimo standard di sicurezza. FIDO è stata fondata nel 2013 da alcune aziende del settore tech, ed è cresciuta di importanza nel 2016 con l'entrata di colossi del calibro di Intel, Qualcomm, Arm, Amazon, Google e Microsoft. Apple si è aggiunta al gruppo appena tre mesi fa.

L'obiettivo di FIDO è di stabilire uno standard di autenticazione più sicuro e affidabile delle password, che è proprio ora di abbandonarle: ricordarsele è complicato e si rubano facilmente. Meglio affidarsi a strumenti come i due fattori, o alle rilevazioni biometriche (impronte digitali, scansione dell'iride, riconoscimento del volto, analisi della voce...) e lasciare la chiave cifrata sul proprio dispositivo. Una delle idee più furbe del protocollo, infatti, è che tutto il processo di autenticazione avviene in locale: al sito su cui si vuole fare il login viene inviata solo la conferma che questa è andata a buon fine.

La soluzione sta prendendo piede, dice il sito ufficiale. Gli smartphone Android supportano lo standard FIDO da qualche tempo ormai, e lo stesso vale per Windows e per i principali browser Web (inclusi Safari, Chrome, Firefox ed Edge); e sempre più siti lo offrono come opzione di login. Per verificare che il sito Web a cui si vuole accedere lo preveda, basta cercare questi due simboli:


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iPhone 12: Samsung, LG e BOE per la fornitura dei display OLED | Rumor

Samsung si aggiudica la fetta più grossa della torta – anzi, diciamo che lascia giusto due fettine per gli altri due.

Samsung fornirà circa l'80% dei display OLED degli iPhone 12, secondo le fonti di DigiTimes; il restante 20% sarà suddiviso tra LG Display e la cinese BOE. Stando alle precedenti indiscrezioni, sembrava che Samsung sarebbe stata completamente fuori dai giochi, quest'anno, e che Apple volesse appoggiarsi esclusivamente sulle altre due aziende.

Samsung era partita come unico fornitore di display OLED per Apple, con l'iPhone X nel 2017. Ma già nel 2018, al raddoppiare dell'offerta di modelli OLED, la Mela aveva chiamato in causa anche LG. Quest'anno, si vocifera, i modelli OLED raddoppieranno ulteriormente - di fatto tutti e quattro i dispositivi presentati in autunno useranno questa tecnologia, mentre quella LCD rimarrà confinata al solo iPhone SE di seconda generazione. In ogni caso, se queste indiscrezioni saranno confermate, si tratterà del primo anno per BOE - una grande vittoria per la società cinese, relativamente giovane nel settore.

Negli scorsi giorni si è parlato di tre fornitori anche per il comparto fotografico. In quel caso i nomi tirati in ballo erano di nuovo LG, SHARP e O-Film. La strategia di diversificazione della propria supply chain ha chiaramente subìto un'accelerata in casa Apple: d'altra parte, la guerra commerciale con la Cina e la pandemia di COVID-19 hanno dimostrato che è molto pericoloso fare affidamento su una fonte sola.


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