Google Maps, su Android arrivano gli “indirizzi digitali” universali

L’utente potrà ottenere il proprio Plus Code semplicemente premendo sul punto blu che rappresenta la propria posizione, e poi condividerlo semplicemente copiandolo negli appunti e incollandolo.

Google Maps ora permette a tutti gli utenti con smartphone Android di ottenere un proprio "indirizzo digitale" usando il formato dei Plus Code, codici a sei cifre che permettono di identificare in modo univoco un luogo sulla Terra. L'utente potrà ottenere il proprio Plus Code semplicemente premendo sul punto blu che rappresenta la propria posizione, e poi condividerlo con altri semplicemente copiandolo negli appunti e incollandolo - per esempio su WhatsApp o, perché no, nelle note di spedizione in fase di completamento di un ordine online.

Per spiegarla in parole molto semplici: la maggior parte delle abitazioni e degli edifici ha il proprio indirizzo postale "classico", con via, CAP e numero civico. Ma ci sono località in cui questo tipo di indirizzo non c'è: per noi è facile pensare a casi estremamente rari, ad esempio a una baita in montagna, o alle viuzze pluricentenarie nel centro storico di qualche paesino medievale, ma ci sono intere aree nel mondo che non hanno nomi di vie e numeri civici. Si stima addirittura che una persona su quattro al mondo si trovi in questa situazione.


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Honor 30 e 30 Pro+ escono dalla Cina e arrivano in Russia | Prezzi

Un mese e mezzo dopo il lancio sul mercato cinese, Honor porta 30 e 30 Pro+ anche in Russia, con una promozione interessante. In attesa di sapere quando arriveranno da noi.

I nuovi Honor 30, 30 Pro e 30 Pro+ sono stati lanciati in Cina con un evento dedicato in streaming ormai più di un mese fa: chi sperava di poterli vedere a breve anche da noi sembra sarà presto accontentato, dal momento che il modello base e quello di vertice - ovvero Honor 30 e 30 Pro+ - sono ora acquistabili in Russia.

Ancora non ci sono notizie precise su un eventuale arrivo in altri mercati occidentali, Italia inclusa, ma intanto i dispositivi non sono più un'esclusiva cinese. Honor 30 è disponibile in due tagli di memoria, con 8 GB di RAM e 128 oppure 256 GB di storage interno, per il prezzo - rispettivamente - di 34.900 e 39.900 rubli, e cioè 446 e 510 euro.

Honor P30 Pro+ è acquistabile invece in un solo taglio - quello da 8 GB di RAM e 256 GB di storage - per 54.900 rubli, ovvero 700 euro. L'azienda, inoltre, assieme agli smartphone offre in regalo le Honor Magic Earbuds, cuffie true wireless arrivate da poco anche in Italia, e la possibilità di scegliere tra una cover, un treppiede oppure una Honor Band 5i come bonus addizionale.


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Pixel Buds 2, diversi utenti lamentano problemi di connettività

Pixel Buds 2, in attesa di conoscere l’uscita ufficiale anche in Italia, alcuni utenti d’oltreoceano sembrano lamentare diverse problematiche di connettività

I nuovi auricolari Pixel Buds 2 non sono ancora arrivati in Italia ma già sembrano emergere alcuni problemi di connettività, stando a quanto si evince da una rapida consultazione del forum di supporto ufficiale (in FONTE).

Diverse criticità sono state segnalate sia per la versione firmware 225, che per la successiva e più recente 295, in generale il comparto Bluetooth appare il principale indiziato. Alcuni utenti lamentano la perdita di connessione di uno o di entrambi gli auricolari durante l'utilizzo in esterno, altri addirittura riportano disconnessioni dovute alla semplice copertura con una mano dell'auricolare.

Molte volte le problematiche sono state risolte disaccoppiando e riaccoppiando nuovamente gli auricolari con lo smartphone, ma non ha funzionato per tutti e non sembra esserci una soluzione comune universale. Resta quindi da capire la portata della problematica, al momento apparentemente circoscritta ma da tenere sotto osservazione in attesa di una risposta da Google.


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Speech-to-text, iPhone 11 non regge il confronto con Google Pixel 3

Quello che è interessante osservare, più che la precisione, è la velocità con cui i Pixel riescono a convertire la voce in parole. Il processo avviene quasi in tempo reale.

Google si è prodigata molto per sviluppare e promuovere le funzionalità AI dei suoi smartphone Pixel. Un'area in cui si stanno dimostrando particolarmente evoluti è il riconoscimento vocale: non solo è estremamente rapido e accurato, ma avviene tutto completamente in locale grazie ai coprocessori AI e alla capacità del software di sfruttarlo. Un utente Twitter ha messo a confronto proprio un Pixel, tra l'altro un ormai vecchiotto Pixel 3, contro un iPhone 11, e nonostante una potenza di calcolo nettamente superiore di quest'ultimo la vittoria è schiacciante a favore dello smartphone Google. Il video è in inglese, ma è sufficientemente chiaro anche per chi non lo mastica più di tanto.

Quello che è interessante osservare, più che la precisione (per quanto sia importante anche questo aspetto, beninteso), è la velocità con cui i Pixel riescono a convertire la voce in parole. Il processo avviene quasi in tempo reale, con grande fluidità e senza rallentamenti o "singhiozzi", che invece si verificano con una certa frequenza sugli iPhone. Questa puntualità nella traduzione migliora molto l'esperienza d'uso, osservano i colleghi di Android Police, perché l'utente può tornare sui propri passi e pensieri istantaneamente, senza dover continuare a fare "avanti e indietro" mentalmente rischiando di perdere il filo.


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OnePlus McLaren rientra a i box: niente più smartphone in edizione limitata

Interrotta la partnership con la casa automobilistica

La collaborazione tra OnePlus e McLaren è arrivata al capolinea stando a quanto dichiarato da un portavoce della casa automobilistica ai colleghi di Android Authority :

La nostra partnership con OnePlus, recentemente arrivata alla sua conclusione pianificata, è stata un grande collaborazione tra due marchi iconici e innovativi. Sin dall'inizio della cooperazione nel 2108, OnePlus è stato un partner evoluto e apprezzato; gli facciamo i nostri migliori auguri e speriamo di rivederli in futuro.

In concreto: stop alle edizioni limitata prodotte dall'azienda cinese in collaborazione con la casa automobilistica. Il percorso era iniziato nel 2018 con il lancio di OnePlus 6T McLaren Edition: differiva dalla versione standard per la scocca che riprendeva il logo e l'inconfondibile colorazione delle autovetture del marchio britannico, e per la finitura in fibra di carbonio sul retro. Lo smartphone era inoltre equipaggiato con 10GB di memoria RAM e 256GB di storage (rispettivamente 8GB e 128GB nella versione base), e supportava la ricarica Warp Charge 30.


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Sony Xperia 1 II ha un’opzione di ricarica per giocare senza rovinare la batteria

Sony con il nuovo Xperia 1 II ha pensato anche ai gamer, introducendo un’interessante modalità che permette di giocare e alimentare il telefono senza rovinare la batteria.

Sony Xperia 1 II è forse uno degli smartphone più interessanti tra quelli in arrivo nei prossimi mesi: l'azienda giapponese ha deciso di insistere sulle sue linee guida in termini di design, senza adottare alcun notch, e preferendo ancora una volta due sottili cornici sopra e sotto lo schermo. Ma soprattutto ha optato di nuovo per un formato 21:9, particolarmente allungato, e l'ha poi equipaggiato con una dotazione fotografica che sembra molto promettente, anche lato software.

Dai colleghi di XdaDeveloper arriva oggi un'altra informazione: pare infatti che Sony abbia pensato anche ai gamer. Come? Con una particolare modalità che consente di giocare tenendo lo smartphone in carica, ma senza usare la batteria, rischiando così di danneggiarla e generando un surriscaldamento del dispositivo.

L'opzione si chiama "H.S. Power Control", e una volta attivata (attraverso l'apposito interruttore che sarà possibile trovare nelle opzioni della Game Mode), qualora il terminale sia in carica, andrà a sfruttare direttamente l'energia fornita dall'alimentatore, senza che questo ricarichi la batteria. Un'idea intelligente, che al momento del lancio di Xperia 1 II - per 1.199 euro, e ormai non dovrebbe mancare molto - sarà disponibile fin da subito. E chissà, in futuro forse potrebbero beneficiarne anche altri modelli.


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Telegram: chiusi altri 26 canali per pirateria di opere letterarie

I gestori della piattaforma hanno collaborato tempestivamente con l’AGCOM: la rimozione è avvenuta dopo meno di 24 ore dall’inizio del procedimento

Continua senza sosta la lotta alla pirateria che sfrutta Telegram per diffondere contenuti soggetti alla normativa sul diritto d'autore. Dopo i 114 canali chiusi all'inizio di maggio arriva la notizia di altri 26 canali eliminati perché consentivano il download di quello che viene definito dall'AGCOM un catalogo sterminato di edizioni digitali di opere letterarie complete messe a disposizione di una platea di oltre 350.000 utenti.

L'intervento del Garante è stato richiesto dall'Associazione Italiana Editori che, insieme a IPSOS, ha presentato lo scorso anno uno studio dal quale emerge che la popolare app di messaggistica è utilizzata dal 22% dei pirati per procurarsi contenuti editoriali. Il danno economico per il settore dell'editoria è stato stimato nell'ordine dei 528 milioni di euro.

L'AGCOM evidenzia le persistenti difficoltà ad intervenire per bloccare la pirateria su Telegram: i gestori dei canali sono anonimi e in caso di chiusura di un canale un sistema di rimandi ad altre sezioni consente di continuare a scaricare i contenuti illeciti. A questo si aggiungono i limitati poteri del Garante che non può intervenire in prima persona per cancellare selettivamente i contenuti illeciti; è inoltre impraticabile - perché eccessivo e sproporzionato - un provvedimento che disponga l'oscuramento dell'intera piattaforma - peraltro richiesto nelle settimane passate dalla FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali).


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OnePlus 7T, la OxygenOS 10.0.11 porta lo slow-mo 720p @960fps e patch di maggio

L’aggiornamento è in corso, e raggiungerà tutti gli smartphone compatibili nel corso dei prossimi giorni.

OnePlus 7T si aggiorna alla versione 10.0.11 di OxygenOS: il rollout della variante destinata al mercato indiano (10.3.3) è già partito, e a breve verrà esteso anche in Europa, come comunicato dall'azienda cinese sul forum ufficiale.

Così, dopo OnePlus 8 Pro che risolve il "problema" che gli permetteva di "vederci troppo, anche attraverso alcuni materiali", è ora il turno del modello presentato a settembre dello scorso anno. Questo il changelog con le modifiche apportate:

  • Sistema
    • Le OnePlus Bullets Wireless Z possono ora essere integrate con Dolby Atmos per una migliore qualità dell'audio
    • Ottimizzata la regolazione del volume per migliorare l'esperienza d'uso
    • Migliorata la stabilità del sistema e corretti problemi generali
    • Aggiornate le patch di sicurezza Android a maggio 2020
  • Fotocamera
  • Telefono
    • Nuovamente aggiunti Epic Games in Game Space (solo India)

Due generazioni a confronto: OnePlus 7T e 7T Pro vs OnePlus 8 e 8 Pro

(aggiornamento del 29 May 2020, ore 09:42)

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OnePlus 8 Pro si aggiorna: eliminato per errore il filtro infrarossi

OxygenOS 10.5.9 risolve il problema, ma il filtro tornerà a giugno rinnovato.

OnePlus 8 Pro si aggiorna alla OxygenOS 10.5.9 a distanza di appena un paio di settimane dal debutto della versione precedente, la 10.5.8 che aveva introdotto le patch di aprile e migliorato le modalità di acquisizione delle foto. L'update di oggi è stato rilasciato per limitare il filtro Fotocromia che tanto aveva fatto discutere nei giorni scorsi, ma a quanto pare si è trattato di un aggiornamento rilasciato per errore.

La soluzione era stata implementata dalla stessa OnePlus per dare alle foto un particolare effetto di colore, ma si era scoperto che il sensore Color Filter da 5MP era in grado di visualizzare la luce infrarossa vedendo attraverso sottili strati di plastica e di tessuto. Un effetto non voluto, certo, ma che ha messo in imbarazzo il brand che sin da subito ha promesso di rimuoverlo.

Ciononostante, un portavoce di OnePlus ci fa sapere che la limitazione al filtro è solamente temporanea, la sua riattivazione (probabilmente modificata) arriverà con il prossimo update. Si è infatti trattato di un lancio OTA non previsto che è stato notificato ad una piccola sottosezione di utenti. Coloro che hanno già aggiornato, riceveranno un nuovo update che ripristinerà il filtro entro le prossime settimane.

(aggiornamento del 29 May 2020, ore 09:42)

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Samsung Galaxy Note 20, batteria quasi uguale a Note 20+ | Rumor

4.300 mAh contro 4.500 mAh (capacità tipica). Del resto le dimensioni complessive sono quasi uguali: cambiano giusto 0,2″ nella diagonale dello schermo.

Samsung Galaxy Note 20 avrà una batteria grande quasi quanto quella del fratello maggiore, stando a quanto hanno scovato i colleghi di SamMobile spulciando sul sito della CCC (China Compulsory Certificate). Si tratterà di un'unità con una capacità nominale di 4.170 mAh, e avrà codice EB-BN980ABY: la batteria del Note 10 Plus ha la stessa capacità nominale, mentre la capacità tipica è indicata in 4.300 mAh, quindi possiamo aspettarci lo stesso su Note 20.

In precedenza è emerso che Note 20 Plus avrà una batteria appena superiore, con capacità tipica di 4.500 mAh. differenze marginali, quindi, pari a poco meno del 5%; del resto, anche come dimensioni generali i due dispositivi dovrebbero essere a malapena distinguibili. Le diagonali, si dice, saranno rispettivamente di 6,7 e 6,9".

Ricordiamo che entrambi gli smartphone dovrebbero montare un display Infinity-O con refresh massimo di 120 Hz, e sono previste diverse nuove colorazioni, tra cui un ritorno del bronzo che avevamo visto e apprezzato su Note 9. I calcoli saranno affidati ancora una volta a Snapdragon 865 di Qualcomm in alcuni mercati, mentre in altri dovrebbe debuttare Exynos 992, una versione leggermente aggiornata dell'Exynos 990 che abbiamo visto (senza gradire più di tanto, v. nostro confronto) nei Galaxy S20. Immancabile il pennino, che però costringerà a rinunciare all'obiettivo super zoom periscopico.


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