Vauxhall: maxi ordine di 1.000 Vivaro-e da parte di British Gas

Vauxhall, marca gemella di Opel, ha ricevuto un maxi ordine di ben 1.000 Vivaro-e da parte di British Gas.

Il mercato dei veicoli commerciali elettrici sta crescendo molto negli ultimi tempi con l'arrivo di nuovi modelli. Tali vetture, infatti, per caratteristiche sono perfette per le attività all'interno delle città o corto raggio. Essendo mezzi ad emissioni zero, possono anche circolare in specifiche aree dei centri urbani inibite alle autovetture tradizionali con motori endotermici. Un mercato che sembra essere particolarmente dinamico in Inghilterra. Vauxhall, marca gemella di Opel, ha fatto sapere di aver ricevuto un ordine per 1.000 nuovi furgoni Vivaro-e completamente elettrici da British Gas.

Si tratta del più importante ordine commerciale di BEV nel Regno Unito fino ad oggi. I Vivaro-e arriveranno nei prossimi 12 mesi e saranno utilizzati a livello nazionale dalla forza lavoro degli ingegneri della British Gas. Centrica, proprietaria di British Gas, si è impegnata a elettrificare la sua flotta di 12.000 veicoli entro il 2030 e passerà ulteriori ordini a Vauxhall non appena i veicoli elettrici saranno disponibili.

Il furgone elettrico, si ricorda, è disponibile in tre lunghezze (4.6 metri, 4.95 metri o 5.3 metri) e offre ben 1.275 Kg di carico utile. I futuri clienti potranno optare tra due pacchi batteria: uno da 75 kWh e uno da 50 kWh. Il primo offre una percorrenza massima sino a 330 Km. Il secondo, invece, promette un'autonomia sino a 230 Km. Valori calcolati secondo il ciclo WLTP. (Qui la nostra guida)


Il 5G che non rinuncia a niente? Motorola Edge, in offerta oggi da Tecnosell a 499 euro oppure da Unieuro a 548 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

iPhone 12 ai nastri di partenza: Foxconn avvia la produzione di massa

Parte la tradizionale campagna di assunzioni massicce di lavoratori interinali per fare fronte al picco temporaneo di lavoro.

A quanto pare Foxconn ha avviato la massiccia campagna di assunzioni stagionali per l'assemblaggio degli iPhone di nuova generazione, il cui debutto è previsto un po' più tardi del solito - si parla di qualche settimana, quindi probabilmente per fine ottobre/inizio novembre. Lo riportano i giornali cinesi: non si sa precisamente quanti interinali verranno assunti, ma in genere queste operazioni del maggior assemblatore di dispositivi elettronici al mondo sono colossali - nell'ordine delle migliaia di contratti. C'è talmente tanto bisogno di candidati che i dipendenti interni che ne suggeriscono uno valido possono essere ricompensati fino a 9.000 renminbi, pari a circa 1.000€.

Secondo indiscrezioni Foxconn dovrebbe sobbarcarsi la produzione della totalità degli iPhone 12 Pro Max (naturalmente i nomi sono ancora provvisori) con display da 6,7", e il 70% degli altri modelli. Nel complesso, la società dovrebbe assemblare circa l'80% dell'intero inventario di iPhone 2020. Per aiutare a contestualizzare questo dato, è bene ricordare che in genere Apple vende decine di milioni di iPhone ogni trimestre - il secondo del 2020, che è stato particolarmente negativo per l'intero settore, ha superato abbondantemente i 37 milioni di pezzi. Ma in genere verso il terzo e il quarto trimestre dell'anno i volumi sono ben più imponenti, proprio in virtù del lancio dei nuovi modelli. Grazie a iPhone 11, 11 Pro e 11 Pro Max, per esempio, nel terzo trimestre dell'anno scorso Apple aveva spedito oltre 46 milioni di smartphone. L'obiettivo di Apple sarebbe riuscire a produrre almeno 80 milioni di Melafonini entro fine anno.

Foxconn fa ampio uso di macchinari per automatizzare il più possibile il processo, ma i robot non possono arrivare dappertutto. A complicare una situazione già di per sé piuttosto difficile quest'anno ci si mette anche il coronavirus: la pandemia è ben lungi dall'essere terminata, e non si può ancora escludere che la situazione torni a peggiorare nei prossimi mesi, con annesso rischio di nuovi lockdown e interruzioni nei processi produttivi. Secondo le statistiche aggiornate al 2017, il fornitore arrivava addirittura a superare quota 800.000 dipendenti.


Il 5G che non rinuncia a niente? Motorola Edge, in offerta oggi da Tecnosell a 499 euro oppure da Unieuro a 548 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Apple dichiarata colpevole in Russia per monopolio sull’App Store

Kaspersky vince il primo round: Apple è colpevole.

Colpevole. E' questo il giudizio nei confronti di Apple formulato dalla Russian Federal Anti-monopoly Service (FAS), che dallo scorso anno sta lavorando sul caso aperto da una denuncia di Kaspersky Lab nei confronti dell'azienda di Cupertino, accusata di monopolio sull'App Store. La FAS ha sancito che Apple Inc. ha limitato la concorrenza nel mercato per le app mobile basate su iOS ed ha abusato della sua posizione dominante nei confronti degli sviluppatori di app per il controllo parentale.

Apple ha assunto una posizione dominante con il 100% di quote del mercato per le app mobile basate sul sistema operativo iOS in quanto l'unica cosa possibile legalmente è installare questo tipo di applicazioni dall'App Store.

Nella nota pubblicata dal FAS si legge che da ottobre 2018 Apple ha sviluppato politiche sulla limitazione degli strumenti e delle capacità per lo sviluppo di app di controllo parentale, implementazione che è coincisa con il rilascio della funzione "Tempo di utilizzo" su iPhone.


Il 5G che non rinuncia a niente? Motorola Edge, in offerta oggi da Tecnosell a 499 euro oppure da Unieuro a 548 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Ford Kuga PHEV: consegne interrotte per un problema alle batterie

Ford ha bloccato le consegne della Kuga Plug-in per un possibile problema di surriscaldamento delle batterie.

La Ford Kuga PHEV è arrivata nelle concessionarie da poco ma ha già ottenuto un buon successo in termini di vendite. Tuttavia, il marchio americano ha dovuto interrompere momentaneamente le consegne dei modelli prodotti prima del 26 giugno 2020. Il motivo sarebbe da ricercarsi in un possibile problema di surriscaldamento delle batterie di questo veicolo Plug-in che avrebbe preoccupato il marchio. Ford, infatti, ha fatto sapere che 4 incendi sarebbero da ricondursi proprio a questa problematica.

Questa preoccupazione non ha solamente bloccato le consegne della Kuga PHEV. Infatti, gli attuali possessori di questo modello sono stati avvisati di non ricaricare più gli accumulatori sino a nuova comunicazione. Non è chiaro come Ford interverrà per risolvere il problema visto che sembra riguardare il modulo dedicato alla ricarica. Inoltre, non è stato chiarito il motivo per cui la criticità riguarda solo le Kuga costruite prima della fine di giugno.

Complessivamente, sarebbero circa 27.000 mila le auto in tutto il mondo interessate da questa criticità. Fortunatamente, a seguito degli incidenti non ci sarebbero stati feriti. A questo punto sarà molto importante capire come si muoverà la Casa dell'Ovale Blu per gestire una problematica molto delicata come questa. Sicuramente dovrà organizzare una campagna di richiamo per apportare alcune modifiche alle sue auto. Non rimane che attendere comunicazioni ufficiali da parte di Ford.


Il 5G che non rinuncia a niente? Motorola Edge, in offerta oggi da Tecnosell a 499 euro oppure da Unieuro a 548 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Tesla pensa agli smartwatch? L’ipotesi suggestiva dalla FCC

Tesla sta pensando ad uno smartwatch? L’ipotesi suggestiva ci viene suggerita dalla FCC.

Tesla potrebbe essere in qualche modo collegata al mondo degli smartwatch. La suggestiva ipotesi è trapelata sul web nelle scorse ore grazie a My Healthy Apple che, dopo aver analizzato la documentazione FCC relativa a degli indossabili di Xplora Technologies AS, ha scovato al suo interno proprio diversi riferimenti al principale produttore di veicoli elettrici.

Uno di questi, nello specifico, contiene una richiesta di riservatezza a breve e lungo termine in cui si legge:

Dal momento che questo progetto è una base su cui si svilupperanno i futuri prodotti tecnologici, Tesla Motors, Inc. ritiene che queste informazioni sarebbero vantaggiose per i suoi concorrenti e che la divulgazione delle informazioni contenute in questi documenti darebbero ai concorrenti un vantaggio sleale sul mercato.


CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Recensione MSI Creator 17 con display MINI-LED da 1000 nit!

Abbiamo provato il nuovo MSI Creator 17, il primo notebook al mondo dotato di display Mini LED che raggiunge una luminosità di 1000 nit, al di sopra di qualsiasi soluzione lanciata finora.

Il mercato dei portatili si sta facendo sempre più variegato e da qualche tempo a questa parte è comparsa una nuova categoria di prodotti, di cui fa parte anche l'MSI Creator 17 che analizzeremo ora, destinata ai cosiddetti creatori di contenuti. Si tratta di una serie di dispositivi che sono dotati di caratteristiche volte ad aiutare questa tipologia di utenti ad essere maggiormente produttivi in mobilità.

Per permettere a questi acquirenti di raggiungere lo scopo si sta sostanzialmente cercando di accorciare la distanza tra il lavoro in studio e quello lontano dalla scrivania, offrendo notebook che riescano a raccogliere nel loro classico form factor tutti gli elementi più importanti per un creator. Questo MSI Creator 17, in particolare, offre per la prima volta un display Mini LED dalle caratteristiche davvero eccezionali, probabilmente le più vicine a quelle di un monitor professionale da studio. Di cosa sto parlando? Ve lo racconto subito.

SOMMARIO


CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

NVIDIA GeForce RTX 30xx: a settembre già i modelli custom

Secondo fonti vicine ai partner AIB di NVIDIA, i modelli custom delle GeForce RTX 3000 arriveranno già a settembre

A poche ore dal tweet di NVIDIA che conferma un evento programmato per il prossimo 31 agosto, dalla rete giungono nuove indiscrezioni sulle prossime schede grafiche GeForce RTX 30xx "Ampere", segno che il lancio è sempre più vicino.

Dopo i dettagli relativi alle possibili configurazioni della memoria delle GPU, l'attenzione si sposta ora sui modelli custom delle nuove GeForce RTX che, stando a un report di tweaktown, potrebbero arrivare già a settembre e quindi in contemporanea o a ridosso del lancio ufficiale.

Nel dettaglio, si parla di alcuni partner AIB di NVIDIA che avrebbero confermato di essere già pronti a commercializzare le versioni custom delle GeForce RTX 30xx, insieme quindi alle Founders Edition proposte dall'azienda.


CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

HarmonyOS ora ha un logo. Anzi, due

Huawei svela il logo ufficiale di HarmonyOS, il suo sistema operativo proprietario.

HarmonyOS ha un nuovo logo, anzi, due: uno per il mercato globale, l'altro per quello cinese. Li ha mostrati Huawei nel corso del China Information Technology Summit 2020, evento durante il quale la società ha svelato diversi dettagli su strategie e futuri piani aziendali.

Il primo logo è quello destinato al mercato globale ed è caratterizzato da punti, linee e una scritta in maiuscolo riportante il nome del sistema operativo proprietario. Il secondo, invece, sarà utilizzato solamente in Cina, ed ha un aspetto decisamente più astratto con punti di differenti dimensioni.

Il 2020 è un anno importante per Huawei, forte della prima posizione sul mercato smartphone globale nonostante il ban imposto dall'Amministrazione Trump. A ottobre dovrebbe esordire il primo smartwatch dotato di sistema operativo HarmonyOS: si chiamerà Huawei Mate Watch. Per smartphone e tablet ci sarà invece da aspettare ancora: l'OS non è ancora maturo per questa tipologia di dispositivi e servirà pazientare fino al 2021.


CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Google Chrome App: rimandato lo stop su Windows, macOS e Linux. Le nuove date

Ecco tutte le nuove date.

Google ha comunicato la nuova tabella di marcia per il definitivo abbandono del supporto alle Chrome Apps sul suo browser Web. Che la tecnologia sarebbe stata abbandonata era già noto da diverso tempo, motivata dall'evoluzione del Web (più in particolare, dalla maturazione delle Progressive Web Apps). Con le nuove tempistiche Google ha voluto tenere conto dei feedback degli utenti e dei suoi partner.

Il phasing out sarà progressivo, con svariati step intermedi e richiederà diverso tempo per il completamento. Ecco tutti i dettagli con le ultime modifiche apportate da Google riportate in grassetto:

  • Marzo 2020: Chrome Web Store ha smesso di accettare nuove Chrome App pubbliche. Sarà possibile aggiornare quelle già esistenti fino a giugno 2022. Gli amministratori d'impresa possono continuare ad inviare nuove Chrome App private e non elencate al Chrome Web Store.
  • Giugno 2020 2021: fine del supporto per le Chrome App su Windows, macOS e Linux. Possibile estensione del supporto per le aziende fino a giugno 2022. Il supporto generale per le Chrome App su Chrome OS resterà attivo senza la richiesta di alcuna impostazione delle policy fino a giugno 2022.
  • Giugno 2022: Chrome Web Store smetterà di accettare Chrome App nuove e aggiornate private e non in elenco. Fine del supporto per le Chrome App, NaCI, PNaCI e PPAPI per tutte le piattaforme.

Vale la pena precisare che le Chrome App e le estensioni non sono la stessa cosa: queste ultime continueranno a essere supportate pienamente, e Google intende continuare a investire risorse per svilupparle. Diciamo che a grandi linee per noi utenti regolari dovrebbe cambiare poco: sarà compito degli sviluppatori eseguire la migrazione dal vecchio sistema a uno più nuovo e al passo coi tempi. Google suggerisce quattro strade percorribili, se la normale pagina Web non è sufficiente:


CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Mascherina e iPhone non vanno d’accordo: il servizio trasporti di NY scrive ad Apple

La società del trasporto pubblico della Grande Mela scrive a Tim Cook.

La pandemia ha letteralmente rivoluzionato le nostre vite, introducendo abitudini che mai avremmo pensato potessero entrare nella nostra quotidianità. Basta pensare alle cose da non dimenticare quando usciamo di casa: a chiavi, portafoglio e smartphone si è aggiunta la mascherina, che aiuta la collettività a ridurre i rischi di contagio e a ciascuno di noi di muoverci liberamente tanto all'esterno quanto all'interno di edifici e mezzi di trasporto.

La mascherina, però, potrebbe diventare anche un "problema": è certamente secondario, ma è stato oggetto di discussione tra Apple e la Metropolitan Transportation Authority di New York. Quest'ultima ha infatti scritto direttamente a Tim Cook spiegando che chi indossa la mascherina riscontra maggiori difficoltà nello sbloccare l'iPhone tramite riconoscimento facciale, rallentando le procedure di pagamento tramite dispositivo mobile (per usare Apple Pay su iPhone è necessario identificarsi tramite Face Unlock).

Per questo motivo l'autorità ha chiesto all'azienda di Cupertino di rendere più semplice e rapido lo sblocco dello smartphone anche quando si indossa la mascherina. Evidentemente le novità apportate con iOS 13.5 per cui Face ID bypassa in automatico l'autenticazione facciale mostrando subito il tastierino numerico non sembrano essere ritenute sufficienti per garantire procedure rapide e senza intoppi. Diversi utenti tendono poi a rimuovere la mascherina per sbloccare lo smartphone, comportamento che rischia di contribuire alla diffusione del virus su metropolitane e autobus.


CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE